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Tutti i successi a cui ha partecipato o è stata protagonista la Dellera
La carne (1991) di Francesca Dellera
post pubblicato in diario, il 23 novembre 2011

La carne (1991)   di Francesca DelleraGenere: Drammatico (Colori)
Regia: Marco Ferreri.
Presentato in concorso al 44º Festival di Cannes

Cast:
Sergio Castellitto: Paolo, Francesca Dellera: Francesca, Petra Reinhardt: Giovanna, Farid Chopel: Aldo, Eleonora Cecere: figlia di Paolo, Nicoletta Boris: padronà del bar, Sonia Topazio

Trama:
Paolo, uno cantante pianista  (interpretato da Sergio Castellitto), è un uomo divorziata ed altamente ipocondriaco, che visita regolarmente i suoi due figli e vive molto vicino al vostro cane.
Tutto ciò fino a che un giorno in cui incontra la bella e sexy Francesca Dellera (nelle vesti dell'omonima Francesca del Film che ha appena abortito ed è sola), che la porta fino a casa sua al mare per mettere in pratica le sue stravagante idee sul sesso.
Un rapporto dove Paolo diventa un oggetto sessuale in permanente erezione, interrotta solo da una madre in questione, una lesbica che si unisce brevemente alla coppia e un tour dei figli di Paolo.
La loro storia di sesso si conclude drammaticamente con un delitto e uno stato di cannibalismo puro, infatti Paolo uccide Francesca quando ella vorrebbe andarsene, mettendola successivamente in frigo, per poi assaporarla a fettine.

Marco Ferreri:
Visualizzata in concorso a Cannes 1991, "The Flesh" è una realizzazione di Marco Ferreri, il regista più insolente e controverso italiana degli ultimi decenni. Riprendendo uno dei suoi temi ricorrenti, il rapporto di coppia, questa è essenzialmente una storia d'amore radicato nel sesso eccessivo e mind-bending gioco che termina con la morte e il cannibalismo. Ferreri lasciando loro credito per le mani di altre persone firma su un cane sciolto e film inquietante che ha fatto scalpore a Cannes e ha il divertimento e sensuale Sergio Castellitto Francesco Della nei ruoli principali.

Note ed opinioni:
Francesca Dellera è una cornucopia straripante di sesso e carne, pronta ad essere sacrificata sull'altare del maschilismo. Questo è rappresentato dal sempre bravo Castellitto, che impersona il maschio immaturo, figlio mai cresciuto di una cultura cattolica bigotta e mammista. Ma Ferreri si mostra indulgente verso questo maschio, quasi a significare che egli è lo strumento più debole di cui madre natura si serve per raggiungere il suo scopo di perpetuare la specie. La femmina, vittima corporale, è l'eterna vincente morale ed è l'ape regina (manco a dirlo, "L'ape regina" è un altro precedente film del regista) che nel regno animale e umano regola gli ingressi nella vita. Il simbolismo è ricco ed espressivo. Le cicogne rappresentano il bisogno di maternità della donna. Le ossa umane rappresentano gli aborti sofferti dagli umani, per colpa di una sessualità disordinata e perversa. Il film è rimasto sottovalutato: lo spettatore si distrae facilmente per via dell'eros tracimante, dimentico che l'eros, nella sua pur immaterialità, è il motore della nostra vita materiale. Sceneggiatura perfetta per un soggetto quanto mai difficile da trasporre sullo schermo.

 

 

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